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Il pesce…amico del cuore

Il pesce è un alimento strategico, ce lo spiega Tiziana Casali, responsabile qualità di Orobica Pesca.

Il valore dell’alimentazione a base di pesce ancora oggi è decisamente sottovalutato ed il consumo è nettamente inferiore rispetto alle carni. Probabilmente la pubblicità a volte non favorevole, le trasmissioni tv su argomenti come parassitosi e contaminanti ambientali non sempre forniscono corretta informativa sulla gestione di queste tematiche e finiscono con creare un senso di inquietudine e perplessità nel consumatore. Chissà quante volte i clienti si rivolgono ai ristoratori preoccupati sul menù di pesce, sottovalutando invece almeno i seguenti aspetti: la possibilità di diversificare la dieta grazie alla varietà di specie ittiche a disposizione, e le preziose caratteristiche nutrizionali. Proprio su quest’ultimo argomento voglio soffermarmi: il pesce è una valida alternativa ad altri cibi proteici, perché fornendo allo stesso modo proteine di elevata qualità, apporta anche un elevato tenore in elementi minerali e acidi grassi polinsaturi. Contiene circa il 15-20% di proteine, bilanciate per quanto riguarda l’apporto di aminoacidi essenziali, cioè quelli che l’uomo non è in grado di fabbricare da sé. Contiene una buona percentuale di elementi minerali, nettamente superiore alle carni, rappresentati da selenio, che svolge funzioni di protezione dalle ossidazioni cellulari, iodio, fondamentale per il metabolismo tiroideo, fosforo e calcio, importanti per le ossa e i muscoli, e zinco, importante per il sistema immunitario. Nel contenuto dei grassi il pesce si distingue nettamente dagli altri alimenti proteici, non perché tutto il pesce ne sia povero, infatti la percentuale a seconda della specie oscilla dallo 0.5 % (es. nasello) al 20-22% (es. sgombro), ma perché contiene acidi grassi polinsaturi a lunga catena della serie omega 3. L’assunzione di questi acidi grassi è un toccasana per la prevenzione delle malattie cardiovascolari perché favorisce la sintesi di sostanze non infiammatorie, l’incremento della produzione del cosiddetto “colesterolo buono del sangue” (HDL), e contrasta la formazione del “colesterolo cattivo” (LDL e VLDL) e dei trigliceridi del sangue; diminuendo la formazione di placche, trombi e la viscosità ematica, dimezza la possibilità di infarti. È stato infatti valutato che 30 g di pesce al giorno riduce del 50% la mortalità coronarica, ovviamente l’alimentazione equilibrata deve poi essere associata ad un buon stile di vita. In conclusione il pesce, oltre ad essere buono, rappresentare un alimento strategico, alleato del cuore, per cui il suo consumo va incentivato.