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Eco di Bergamo del 13-03-2015

Mezzo secolo, una virgola nella storia. Ma la storia del pesce a Bergamo, con i risvolti che più avanti vedremo, per certi versi ha preso il via esattamente 50 anni fa, nella primavera del 1965, data di apertura dell’Orobica Pesca. Protagonisti Giovanni Cacciolo Molica (da qui in poi solo Giovanni), siciliano, e la moglie Gabriella Grismondi, bergamasca discendente da una famiglia già dedita al commercio di pesce. Ma allora, penserete, la storia è antecedente, perché farla partire solo dal ’65? Perché fino a che i magazzini di via Bianzana – tuttora sede principale e cuore pulsante dell’azienda – non furono trasformati da officina meccanica in spazi dedicati alla conservazione ed alla commercializzazione del pesce, le pescherie già presenti a Bergamo vendevano per lo più pesci d’acqua dolce e dal mare quasi esclusivamente merluzzo conservato (in forma di baccalà, principalmente, o stoccafisso). Proprio in un’altra officina Giovanni, originario di Patti (ME) e quarto di nove fratelli, aveva trovato lavoro. Ma in pescheria di rende vacante un posto e Gabriella, ancora più tenace di lui, gli “ordina” di lasciar perdere le chiavi inglesi per dargli una mano con gli ordini e le consegne. Un lavoro temporaneo, avrebbe dovuto essere. Invece, grazie alla grinta di Gabriella, alle sue intuizioni (è stata lei a registrare il nome Orobica Pesca), alla voglia di fare ed alla capacità imprenditoriale di entrambi, alla straordinaria comunicativa di Giovanni, ha preso il via una storia che ha segnato profondamente non solo il commercio del pesce ma anche la ristorazione e perfino il gusto e le abitudini alimentari dei bergamaschi. Perché è fuor di dubbio: non fosse stato per loro e per quello sparuto drappello di ristoratori che inizialmente li ha seguiti nell’opera di divulgazione, Bergamo non sarebbe diventata quel punto di riferimento per la cucina del pesce di mare che invece gli viene unanimemente riconosciuta perlomeno in Lombardia (potremmo anche spingerci oltre…). Non è stato facile. I primi anni sono stati durissimi, superati solo grazie all’indomabile determinazione ed allo spirito di sacrificio. Cambiali su cambiali staccate come d’usava allora sulla parola per acquistare il primo camion-frigo che appariva una novità perfino per i pescatori che lo vedevano arrivare nel porto di Chioggia al rientro dalla battuta di pesca. Per anni è andata così, prima Chioggia poi addirittura la Sardegna. Viaggi interminabili, giorni e notti passate tra strade e porti. E’ stato così per oltre trent’anni: 150mila chilometri percorsi annualmente per garantire qualità e freschezza del pesce. Ogni momento trascorso dietro al bancone di via Bianzana era buono per dispensare suggerimenti culinari per “convertire” i bergamaschi al consumo del pesce di mare, di tutte le tipologie. Prendiamo ad esempio il tanto celebrato tonno, ora di gran moda. Giovanni lo proponeva già negli anni Settanta-Ottanta. Arrivava dalla sua Sicilia via treno, e lui si fondava al mercato di Milano per accaparrarsi gli esemplari migliori. Aveva voglia di spiegare che si trattava di quello rosso, così definito per via della colorazione intensa della carne, per certi versi paragonabile a quella di manzo, che il più buono è quello di taglia media, perfetto anche per la preparazioni a crudo, in carpaccio od in tartare. Per molto tempo quei consigli sono stati appannaggio di quei pochi ristoranti che hanno avito la lungimiranza di seguirlo. Un connubio che si è rilevato vincente perché passo passo gli apprezzamenti sono diventati successi, gli esperimenti delle realtà consolidate. Non è stato sempre rosa e fiori, i momenti bui ci sono pure stati. Vedi ad esempio la famosa “guerra del colera” dei primi anni Settanta che per qualche mese bloccò completamente il mercato. Non s’è mai perso d’animo Giovanni, sempre assistito e spronato dalla moglie Gabriella. Cocciuti e scaltri, hanno proseguito per la loro strada riuscendo a vincere le difficoltà rilanciando ogni volta l’attività e facendola crescere ed affermare come la più importante realtà della commercializzazione del pesce di Lombardia. Ed anche ora che le primavere sono 75 Giovanni non molla mai la postazione all’Orobica Pesca, seduto (quando riesce) al tavolino sulla destra dell’entrata riservata ai ristoratori. Mentre Gabriella, sempre dietro le quinte, sovrintende con i figli e con i collaboratori, al lavoro oscuro ma fondamentale dell’organizzazione e dell’amministrazione.