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Come pulire le cozze

cozzaLe cozze sono tra i molluschi più gustosi, versatili ed economici. Si possono cuocere in forno, gratinare, sgusciare per arricchire sughi e zuppe di pesce o per realizzare frittelle e spiedini! Ecco pochi semplici consigli per pulirle così da poterle cucinare in tante gustose ricette!

Per prima cosa, sciacquate bene le cozze sotto l’acqua fredda, asciugatele con un panno ed eliminate già quelle aperte perché, in tal caso, vuol dire che il mollusco all’interno è già morto. Tirate via il “bisso”, la barbetta che fuoriesce dal fianco della cozza. Con un movimento deciso, tiratelo con forza lungo il fianco verso il lato più largo della cozza. A questo punto, dovrete pulire le cozze esternamente. Vi basterà una retina d’acciaio per pulire i gusci ma se dovessero esserci incrostazioni utilizzate un coltello per eliminarle. Sciacquatele abbondantemente di nuovo e le cozze sono pronte per essere cucinate!

Se dovete conservare in frigo le cozze perché non le utilizzate subito, vi consiglio di farlo al massimo entro un giorno e di conservarle avvolte in un panno da cucina all’interno di un contenitore.

Per la cottura: scartate quelle che, dopo la cottura, restano chiuse!

Come pulire i gamberi

gamberiProtagonisti indiscussi di piatti prelibati a base di pesce, i gamberi sono fra i crostacei più amati e versatili. Si prestano benissimo in accompagnamento alle verdure come condimento di primi piatti, sono buonissimi impanati e fritti, sorprendono come ingrediente principale di ripieni e torte salate.

Ecco qualche consiglio utile su come pulirli e prepararli in modo facile e veloce:

Dovete per prima cosa eliminare la testa ruotandola rispetto al corpo. Estraete il guscio fino a raggiungere la coda: esercitando una leggera pressione, la coda stessa dovrebbe venire via! Con un coltellino affilato seguite la linea del corpo per rendere evidente l’intestino, a quel punto non vi resterà che estrarlo. Sciacquate e tamponate bene prima di utilizzare i gamberi per la vostra ricetta. Se, invece, preferite lasciarli con la coda dovrete eseguire tutte le operazioni sopra indicate evitando, ovviamente di eliminare la coda una volta intaccato il guscio.

 

Come fare il sushi

sushiUn piatto giapponese, ma dal respiro internazionale. Colorato, creativo, leggero e gustoso: parliamo del sushi! Tante forme, colori e gusti per tanti rotolini irresistibili di riso, pesce e verdure che da est a ovest fanno impazzire tutto il mondo! Realizzarlo in casa non è affatto difficile, vi basterà seguire qualche piccolo consigli per realizzare un sushi perfetto.

– Sciacquate il riso per sushi in acqua fredda fino a quando l’acqua non è pulita, quindi mettete circa due parti di riso e tre parti di acqua fredda in una pentola per 30 minuti.

– Portate il riso a ebollizione, coprite e fate cuocere per 10 minuti o fino a quando il riso ha assorbito tutta l’acqua ed è cotto.

– Mescolate con l’aceto di riso e lo zucchero.

– Raffreddate il riso il più velocemente possibile per poi distribuirlo su una teglia e coprite con un canovaccio umido.

– Posizionate un foglio di alga nori in cima al vostro tappetino per sushi.

– Inumidite le mani per evitare che si attacchi, poi prendete una manciata di riso e distribuitelo in modo uniforme sul foglio di alga nori, lasciando un po’ d vuoto in alto.

– Mettete una fila sottile di ripieno al centro del riso.

– Arrotolate verso di voi, in modo da inglobare il ripieno. Assicuratevi che gli ingredienti restino fermi al centro.

– Inumidite il bordo superiore con un po’ d’acqua per sigillare. Avvolgete saldamente con la pellicola trasparente.

– Bagnate il coltello con l’aceto di riso per evitare che si attacchi e tagliate i rotolini.

– Servite con zenzero sottaceto e un ciuffo di wasabi.

 

Come marinare il salmone

salmoneIl salmone marinato è una delle pietanze più apprezzate sia nella preparazione di antipasti e tartine che come ingrediente principale di ripieni, primi piatti e bruschette. Il salmone marinato si deve preparare con largo anticipo e perciò richiede una certa organizzazione. Tuttavia, prepararlo in casa non è affatto complicato!

La marinatura, processo di conservazione alternativo alla cottura e molto utilizzato soprattutto con il pesce, richiede almeno 12 ore e può essere aromatizzata con diversi ingredienti. Occorreranno ovviamente dei filetti di salmone, aceto bianco, limone, buccia di arancia o di limone, sale, pepe e spezie a piacere. Con la marinatura è possibile esaltare il gusto della carne, del pesce o delle verdure e gli alimenti vengono “cotti” grazie all’interazione tra il limone e l’aceto.

Potete scegliere come tagliare i tranci di salmone, una volta pulito: se riuscite, potreste affettarlo sottilmente, lasciarlo intero o tagliarlo a cubetti. Fatto questo, dovrete trasferire il salmone in un contenitore di vetro capiente, coprirlo completamente con succo di limone e aceto (la proporzione fra i due è molto soggettiva). A questo punto dovrete salare e pepare a piacere, aromatizzare con erbe e spezie e riporre in frigorifero per circa 12 ore coperto da pellicola.

 

Come grigliare il pesce

grigilataLa cottura alla griglia è una delle tecniche migliori per esaltare il sapore del pesce e renderlo gustoso e salutare. Se avete intenzione di organizzare un pranzo o una cena informale vi consiglio di consigliare la grigliata come una delle possibili soluzioni, perché è divertente, conviviale e estiva!

Come grigliare il pesce?

Scegliete innanzitutto pesci dalla carne compatta come salmone, tonno, pesce spada, sarde, trota e sgombro. Evitate invece pesci come le sogliole perché la carne tenera tenderebbe a rompersi o a bruciacchiarsi durante la cottura. Circa un’ora prima della cottura distribuite sul pesce intero o a tranci un’emulsione fatta con olio, sale e erbe tritate (prezzemolo, salvia, rosmarino, ecc).
pesci interi devono essere sciacquati accuratamente e puliti all’interno. Le squame non vanno toccate perché proteggono la carne dalla bruciatura (a fine cottura si staccheranno insieme alla pelle!) Il pesce deve cuocere lontano dalle braci su fuoco moderato e girato delicatamente ogni tanto.
tranci di pesce si comportano come le bistecche. Reggono bene, infatti, la cottura alla griglia e pesci come tonno, pesce spada o palombo devono quindi cuocere qualche minuto per lato.
crostacei sono buonissimi se cotti alla griglia! Gamberoni, scampi e mazzancolle si possono mettere direttamente sulla griglia o infilare negli spiedini di legno. Vanno grigliati per un paio di minuti per lato a fuoco moderato.
molluschi troppo grandi tendono a diventare gommosi. Perciò, se scegliete seppie, polpi e totani è preferibile che siano di piccole dimensioni oppure tagliati a pezzetti per rendere la carne morbida e succosa. Spennellate con poco olio, fate cuocere a calore moderato e per pochi minuti.

Una volta cotta, l’intera grigliata di pesce va servita immediatamente, sempre accompagnata e condita con olio, sale, limone e spezie.

Come riconoscere il pesce fresco

Come riconoscere il pesce fresco

Vi basterà tener conto di 5 elementi: – Pelle: deve essere brillante, tesa, con le squame ben aderenti al corpo. Eventuali tracce di sangue devono essere di un color rosso vivo.

– Occhio: deve essere lucido e in rilievo rispetto al resto del corpo. Se il pesce dovesse presentare un occhio incavato o opaco, non è sicuramente fresco!

– Odore: deve essere gradevole e delicato, deve ricordare il mare e la salsedine! Niente odori forti e persistenti, dunque.

– Branchie: devono essere chiuse, di coloro rosso sangue o comunque rosato, umide. In caso contrario, sarebbero secche e giallastre o grigie.

– Rigidità: per almeno 6 o 7 ore dopo la morte, il pesce resta rigido e sodo. Per questa ragione, il pesce tenuto per la testa in posizione orizzontale dovrà restare dritto e rigido.

– Compattezza: la consistenza delle carni del pesce deve essere ben soda ed elastica, per niente gommosa o flaccida.

Come conservare gli alimenti in frigorifero

conservareinfrigoPrima di tutto, il frigorifero non va mai riempito troppo perché l’aria al suo interno deve poter circolare liberamente. Allo stesso modo, non precipitatevi a inserire la spesa per intero senza fare distinzioni fra gli alimenti. Inserite prima i cibi più deperibili come latte, yogurt, carne e pesce. In questo modo avranno il tempo di raffreddarsi e stabilizzare la temperatura interna evitando sbalzi. In un secondo momento potrete posizionare frutta e verdura. La questione della temperatura è, in effetti, piuttosto spinosa e io stessa tendo spesso a ignorare quanto sto per scrivere, per via del tempo o della pazienza che il più delle volte scarseggiano.

Tuttavia, sembra che sia opportuno scegliere la posizione giusta del frigorifero in base agli alimenti, visto che ogni zona ha una temperatura diversa. Lo scomparto a temperatura più elevata, quella compresa fra i 7 e i 10 gradi, è ideale per la frutta, la verdura e le bibite. Nella zona di 4-6 gradi meglio mettere latte, formaggi, burro, uova, pasta fresca e altri alimenti da conservare. Lasciate la zona più fredda, quella compresa fra 0 e 2 gradi, a carne e pesce freschi o alle pietanze cucinate. Nel freezer, ovviamente, vanno riposti gli alimenti surgelati o quelli che avete intenzione di congelare (è la parte del frigo che uso di più, o quasi).

Bene, avete posizionato nel modo corretto tutti gli alimenti. Ogni tanto, però, il frigorifero va anche pulito e deodorato. Potrebbe sembrare un’azione inutile considerato che difficilmente gli alimenti riposti nel frigorifero sporcano o sono privi del loro involucro originale. Nonostante ciò, macchie e odori penetranti potrebbero abitare il vostro frigorifero più velocemente di quanto immaginate e, perciò, dovrete utilizzare qualche attenzione in più per pulirlo. Ovviamente, esistono in commercio numerosi prodotti adatti a questo scopo, alcuni non richiedono neanche risciacquo perché si compongono di sostanze innocue e compatibili con quelle alimentari.

Tuttavia, io continuo a preferire i metodi tradizionali della nonna, come per esempio una semplice soluzione di acqua e aceto per detergere e sgrassare i ripiani del frigorifero. Se il problema sono gli odori, più che le macchie, potete sempre ricorrere ai prodotti in vendita sopracitati o, in alternativa, lasciare aperto in una zona del frigo un vasetto di bicarbonato. In ogni caso, utilizzate sempre contenitori di vetro per conservare gli alimenti in frigorifero, così da essere già a buon punto nella prevenzione di cattivi odori. Una buona soluzione per la pulizia del freezer, invece, richiede alcol o olio di semi distribuiti dopo aver pulito, così da facilitare il lavoro la volta successiva.

Niente frigo!

Abbiamo parlato degli alimenti e della zona migliore in cui conservarli. Quello a cui non ho fatto riferimento riguarda quegli alimenti che, invece, in frigorifero non devono proprio andarci. La regola vale per diverse tipologie di prodotti anche se per ragioni differenti. Le banane, se poste in frigo, anneriscono inevitabilmente. Le patate e le cipolle possono gelare, se questo dovesse accadere sarebbero da buttare. I vini rossi perdono gran parte delle loro qualità organolettiche a causa delle temperature troppo basse, mentre gli insaccati interi vanno appesi in un luogo fresco si, ma aerato come la cantina.

Non pensate di riporre in frigo la pasta al forno avanzata ancora calda, perché i cibi caldi aumentano troppo la temperatura interna del frigorifero, sovraccaricandolo! Infine, il parmigiano e i formaggi fermentati si conservano meglio negli ambienti areati e a temperatura ambiente, quindi almeno circa 18-20 gradi. Potete, però, conservarli in frigo negli appositi contenitori a patto di toglierli almeno un paio d’ore prima del consumo. consigli